Chi c’è dietro

 

Pugliese, classe 1991, bassa 1 metro e 63. Nonostante mi avvicini ai 30, faccio ancora fatica a definirmi. Cliccando su questa pagina dovreste trovare una sola frase:

Work in progress.

Qualcosa su di me, però, posso dirvela.

 

 

 

 

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.
Il Piccolo Principe

 

Quando avevo 4 anni, mia cugina più grande mi regalò un’edizione de Il libro della Giungla, in cui c’era tutto l’alfabeto abbinato a delle bandierine. Grazie a quel libro, e alla pazienza di mio padre, sono entrata prematuramente nel tunnel della lettura. E spero di non uscirne mai.

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La notte prima di ogni gita scolastica, facevo sempre fatica a prendere sonno dall’eccitazione per il giorno dopo. Col tempo sono arrivata addirittura a perdere il treno per aver dormito troppo, ma l’adrenalina resta ad ogni viaggio. Anche se lo sto ancora pianificando o addirittura solo sognando.

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Cucinare mi rilassa, cucinare per gli altri mi rende felice. Anche se a volte la loro reazione non è delle migliori.

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Mi piace pensare che ciascuno di noi possa fare la differenza in questo mondo e renderlo un posto migliore. Anche solo con un piccolo gesto.

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Credo nella forza dei sorrisi. E nell’irrinunciabilità di un vaffanc*** ogni tanto.

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Amo la pallavolo, il mare, vincere ai giochi da tavolo.

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Odio parlare di soldi, essere interrotta, l’inverno, un Margarita fatto male, perdere ai giochi da tavolo.

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P.s: Raccontatemi anche qualcosa di voi, se vi va. Ma non come piacerebbe ai grandi.

 


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