Curaçao: 7 cose che forse non sapevi

Curaçao: 7 cose che forse non sapevi

Come qualcuno di voi saprà, mi sono trasferita (temporaneamente?) a Curaçao. A distanza di quasi due mesi da quando sono atterrata sull’isola, sono pronta a raccontarvi come si vive in questo piccolo angolo di mondo.

1. Ma Curaçao, esattamente, dov’è?

Non sentitevi degli ignoranti. O meglio, gli unici ignoranti. Prima di imboccare questa nuova strada di quel percorso a mille incroci che è la mia vita, ero un po’ confusa anche io. Quindi ve lo dico fin da subito dove si trova, così siamo tutti più tranquilli.

Curaçao è un’isola delle cosiddette ABC islands, insieme ad Aruba e Bonaire. Niente, eh?

Fa parte delle Antille Olandesi.

Ancora niente?

Mi trovo ai Caraibi.

Aaaaaaaaah!

Ebbene si, questa volta ho trovato casa dove fa caldo. Polonia, Lituania, è stato bello fin quando è durato. Adieu.

Mi trovo qui.
Fonte: https://www.villaseashell.com/curacao-island-blog/where-is-curacao-located

2. Curaçao: un Paese, diverse lingue

Cosa si parla a Curaçao? Mi verrebbe quasi da rispondere: un po’ quello che riesci! Gran parte della popolazione qui è in grado di parlare fluentemente quattro, QUATTRO, lingue diverse. L’olandese, eredità coloniale, è la lingua dei documenti. Il papiamento, idioma locale, è il principale canale di comunicazione. Inglese e spagnolo si aggiungono all’elenco con l’unico scopo di far venire a noi comuni mortali i complessi di inferiorità.

Forse a voi non ve ne frega niente, ma quando li vedo conversare passando con naturalezza da una lingua all’altra senza incepparsi, io mi incanto e nel frattempo penso a quelle volte in cui ho googlato “Abruzzo o Abbruzzo”.

Fonte: Pixabay

3. A Curaçao ci si saluta sempre, anche fra sconosciuti

Se venire a conoscenza dell’esistenza di una lingua denominata Papiamento vi ha incuriosito, vi insegno tre espressioni:

Bon dìa : Buon giorno (fino alle 12)

Bon tardi : Buon pomeriggio/ sera (fino alle 19)

Bon nochi : Buona sera/notte (dalle 19)

Imparatele bene, perché se state pensando di fare un salto qui, vi saranno molto utili. Una delle cose che più mi piace di Curaçao è il fatto che qui la gente per strada saluta, anche se non ti conosce. Un’ abitudine che qualche anziano del mio paesino in Puglia ancora conserva, ma che devo ammettere a malincuore, è andata quasi completamente persa. Vorrei tanto rilanciarla quando torno in Italia, ma so già che se mi metto a salutare gente a caso per strada, mi prenderanno per pazza.

Ciao!
Fonte: Pixabay

4. I tuoi ritmi rallentano

Sono poche le strade in cui ho visto dei segnali con il limite di velocità. Eppure qui la vita va piano lo stesso. Polonia e Lituania, vi saluto con affetto di nuovo, ma qua sono più rilassata. Non c’è l’ansia della puntualità ad ogni costo, la gente ti dedica del tempo se ne hai bisogno, senza guardare continuamente l’orologio o mostrando fretta, fa troppo caldo per correre.

Certo, questa cosa ha i suoi risvolti negativi, soprattutto per un europeo e soprattutto se ci devi lavorare. Ma se state leggendo questo articolo è per curiosità o perché state progettando una vacanza, quindi lasciamo la medaglia così com’è, senza rovescio.

Fonte: Pixabay

5. Gli autobus si prendono a caso

Ok, forse non è propriamente esatto, ma quasi. I trasporti sull’isola non sono super capillari, ma ci sono. Occorre fare una distinzione tra i konvoi e i bùs chikí (letteralmente “piccoli autobus”). I primi, sono i classici autobus urbani, un po’ vintage, ma con una tabella oraria definita e una mappa che potrete trovare nelle stazioni principali nella capitale a Otrobanda e Punda. Ma da nessun’altra parte.

I secondi sono dei furgoncini a dieci posti, che raggiungono più destinazioni, ma che non hanno orari precisi. Quando vedete una fermata dell’autobus da qualche parte, vi sedete e aspettate se e quando ne passerà uno. Pregando non solo che arrivi il prima possibile, ma anche che l’autista non vi mostri il dito indice. Che non significa una brutta parola, ma semplicemente che il furgoncino è pieno.

Stazione di Otrobanda.
Fonte: https://www.flickr.com/photos/megaanorak/37943848772

6. Le case sono tutte colorate

Gli edifici, anche quelli a uso aziendale, in realtà hanno la forma di case coloniali, tutte dai colori sgargianti. Soprattutto nella capitale, Willemstadt, vi sembrerà di camminare sulla tavolozza di un pittore. Esistono varie leggende legate a questa tradizione. La storia più popolare è quella di un antico governatore dell’epoca coloniale al quale venne diagnosticata un’emicrania cronica dovuta al fatto che tutte le case circostanti la sua fossero così bianche da riflettere i raggi del sole esponenzialmente. Per guarire, il governatore ha obbligato tutti i cittadini a dipingere la propria casa di qualsiasi colore tranne che il bianco.

Ufficio Informazioni Turistiche a Willemstadt. Le case e gli uffici sono più o meno tutti così

7. A Curaçao non ci sono librerie

Cioè, ce ne sono pochissime e quelle che ci sono venono fondamentalmente libri in olandese. La gente del posto a cui ho chiesto informazioni, mi ha confessato che sull’isola non si legge molto. Però alla fine sono riuscita a trovare qualcosa che cercavo da tempo, in un negozio di articoli di seconda mano.

Il mio libro preferito, nella lingua che sto studiando, in un posto dove trovare libri, per di più in spagnolo, è un’impresa

Questa è una piccola presentazione del posto che attualmente mi ospita. Fra i mille impegni, tornare a scrivere articoli (e tradurli per l’altra versione del sito) mi è difficile, ma ce la metterò tutta. Nel frattempo potete seguire il mio diario di bordo su Instagram, mi trovate come @gotripti o cliccando sul profilo a fondo sito.

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