Libri in valigia: i libri che durano un viaggio in treno

Libri in valigia: i libri che durano un viaggio in treno

In che senso libri che durano un viaggio in treno?

Mi piace molto leggere e mi porto sempre un libro dietro quando viaggio. I lettori-viaggiatori solitamente si trovano di fronte a due dilemmi:

  1. Libro che voglio leggere vs Ingombro che non mi posso permettere
  2. Libro che voglio leggere vs tempo che effettivamente avrò a disposizione

Si sa, quando hai un sentimento verso un libro e vuoi leggere solo e unicamente quello, è difficile prenderne un altro. E ci sono dei libroni interessanti che già te li vedi ad accompagnarti sul tuo telo mare su una spiaggia in Sicilia o al calduccio della tua camera d’albergo dopo una passeggiata nella fredda Copenhagen. Però, appunto, sono libroni.

Quando ero all’università (che detta così sembrano essere passati 100 anni e invece…) c’erano dei libri che facevano su e giù insieme alla mia valigia ogni volta che tornavo a casa per le vacanze perché non riuscivo a finirli. E no, non mi riferisco a quelli degli esami. Quando metti un libro in valigia stai già proiettando nella tua mente il momento esatto in cui lo leggerai.

Ditemi che non sono l’unica pazza a farlo.

Però poi va a finire che in treno ti tieni stretta le cuffie per evitare il tuo compagno di cabina fastidioso, quando arrivi a destinazione sei presa da cento cose, et voilà! Se il libro sei riuscita a tirarlo fuori dalla valigia, di certo non sei riuscita a finirlo. Quando ero all’università…

Si, ma, quanti anni sono passati?

Dicevo, quando ero all’università avevo proprio questo problema con i libri. E avendo ogni volta qualche bottiglia di olio o dei taralli da riportare su, quel librone a malapena sfogliato, mi cominciava a pesare. In tutti i sensi.

Da lì ho imparato a portarmi dietro solo un certo tipo di libri quelli che secondo me durano il tempo di un viaggio in treno.

Comunque, secondo me, ti riferivi ai libri degli esami. Quando ti sei laureata?

Quando partivo dalla mia città universitaria portavo con me un libro sottile. 200 pagine al massimo, che cominciavo e finivo in treno. Arrivata a casa, in Puglia, lo lasciavo nella mia libreria e al ritorno, sempre dalla stessa libreria, ne sceglievo uno con le stesse caratteristiche, che poi andava a ripopolare la mia libreria, spesso arrangiata, nella mia casa universitaria di turno.

Ne ho cambiate un bel po’, se vi può interessare un post sui traslochi, battete un fischio.

Da allora, adotto questo metro di misura ogni volta che compio un viaggio: un libro piccolo occupa poco spazio, si adatta al poco tempo che abbiamo a disposizione e non ti fa rimpiangere di essertelo portato dietro anche quando non riesci a leggerlo.

Immagine da Pixabay

QUALI SONO I LIBRI CHE DURANO UN VIAGGIO IN TRENO?

Ce ne sono tantissimi, ne elenco 5, che non sono soltanto fra i miei preferiti, ma anche fra quelli che fra un viaggio di treno e l’altro non si sono persi nei mille scatoloni – vedi traslochi di cui sopra:

Novecento – Alessandro Baricco

Ero alle elementari, forse al primo anno delle medie, non riesco a collocare bene sulla linea temporale quando ho guardato La leggenda del pianista sull’oceano. Ma ricordo benissimo dove mi trovavo: a casa dei miei nonni. E come mi sono sentita dopo averlo visto: profondamente confusa. Il capolavoro di Tornatore è stato uno dei primi film a farmi piangere. Non perché era morto il cane o un parente del protagonista, per quello c’erano stati altri film prima di lui. Ma perché mi sono immedesimata nel protagonista dall’inizio alla fine, pur senza farlo fino in fondo. Ancora non lo sapevo che sarei stata una viaggiatrice, che non mi sarei fermata mai per troppo tempo, ma di certo già sapevo di non poter immaginare di voler vivere sempre su una nave. Allora non sapevo nemmeno che il film fosse tratto da un libro di Baricco, Novecento, acquistato e letto tutto d’un fiato lo stesso pomeriggio.

Potevi pensare che era matto. Ma non era così semplice. Quando uno ti racconta con assoluta esatezza che odore c’è in Bertham Street, d’estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c’è mai stato.

La storia di Novecento ci narra la storia di un bambino che nasce su una nave, scenario di tutta la sua vita futura e rappresentazione della sua realtà soggettiva. In poche pagine, rispetto ad altri romanzi, Novecento ci spiega cosa significa “avere un proprio mondo” e soprattutto cosa potrebbe significare lasciarlo.

E nel frattempo mi sono accorta che potrei scrivere un intero post solo per questo libro (ma forse anche per gli altri, dato il mio celebre dono della sintesi). Ma mi fermo qua. ce ne sono altri quattro.

Io viaggio da Sola – Maria Perosino

Questo è un libro, che non solo si legge il tempo di un viaggio in treno, ma è di quelli che non subiscono gli effetti di interruzioni forzate, perché lo si può riprendere facilmente come se non lo si avesse mai lasciato.

Si rivolge alle signore, ma non disdegna un lettore maschile. Ne parlo più nello specifico qui.

Il bene ostinato – Paolo Rumiz

Ok questo è per un viaggio in treno leggermente più lungo. Ma il libro è strutturato in due parti allo stesso tempo indipendenti ma interconnesse e potete considerarlo per leggerlo in due momenti diversi. Lo inserisco in questa lista perché c’entra un po’ con le scelte di vita e di studio che ho fatto. Ma anche perché serve ad andare un po’ controcorrente, nel clima di anti-solidarietà che si sta diffondendo, anche e soprattutto grazie alla cattiva informazione.

Gian Antonio Stella su Il bene ostinato

L’Italia migliore, quella che resiste e che pochi raccontano.

Il giornalista Paolo Rumiz racconta la realtà dei “Medici con l’Africa” del Cuamm. Incontra tutti coloro che chi più e chi meno, chi prima e chi poi, hanno fatto parte di questa organizzazione umanitaria e narra le loro storie. Li incontra a Padova, nella prima parte del racconto, e poi in Africa. Ci mostra il bene, quello autentico e silenzioso e ci ispira a farne a nostra volta. Non necessariamente andando lontano.

Quel biglietto del regionale Perugia – Ancona è ancora fra le sue pagine.

L’alchimista – Paulo Coelho

L’alchimista è considerato uno dei libri preferiti di molti e forse proprio questo reame di alte aspettative che aleggiava ogni volta che pensavo di cominciare a leggerlo, ha fatto sì che non mi sia proprio piaciuto tantissimo.

Cioè secondo voi si possono consigliare libri che non abbiamo completamente apprezzato?

Si tratta comunque di una lettura scorrevole e relativamente breve: perfetta quindi da leggere in viaggio. Che poi di viaggio tratta anche la storia. Il protagonista è un pastore spagnolo, dell’Andalusia, che parte completamente impreparato, alla volta delle Piramidi d’Egitto. L’ alchimista è un libro che parla di obiettivi, di sogni, di segni, di imprevisti piacevoli e meno piacevoli, di paura del futuro e perché non dovresti preoccupartene troppo:

Se ti aspettano cose buone, esse saranno una piacevole sorpresa, se ti aspettano cose brutte, e lo sai prima, cominci a soffrirne ancor prima che accadano.
Un momento di pausa da lavoro in uno dei pochi giorni d’estate in Lituania

Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry

Si tratta del mio libro preferito, in assoluto, quindi lo schiaffo un po’ dappertutto. Un libro che potete leggere e rileggere durante tutta la vostra vita, fin dai primi anni, e ogni volta trovarne un significato diverso. Ottimo in viaggio perché oltre ad essere piccolo e di facile lettura, molto probabilmente lo avrete già letto prima e quindi non soffrirà se per esigenze di viaggio ogni tanto lo mettereta da parte. O magari potete lasciare uno spazio in valigia, da colmare con la versione della lingua del Paese (o del dialetto della regione) in cui state andando.

E se viaggiate con dei bambini, potete portare un solo libro che va bene per tutti 😉

Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti.
Concludere ogni volta questo libro…

Avete anche voi degli specifici tipi di libri che leggete in viaggio? Volete consigliarmene qualcuno?

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16 thoughts on “Libri in valigia: i libri che durano un viaggio in treno”

  • Ah in treno non bisognerebbe mai leggere libri che ti fanno dimenticare di scendere!!! Il piccolo principe l’ho letto e riletto immergendomi nei sogni e nei pensieri, è uno dei libri più belli del mondo. L’ Alchimista invece sì, sono un po’ cattiva, in treno lo rileggerei, senza paura di dover interrompere per scendere.

  • Breve storia triste: dovevo fare un viaggio in treno. Ho messo nello zaino il Kindle. Una volta partito il treno, ho aperto il Kindle. Il Kindle era scarico. Fine. ;D

    • Noooooo, capisco benissimo la sensazione: a me è successo con l’iPod. In questo il cartaceo ha sempre un vantaggio in più seppure il Kindle è meno ingombrante e pesante e puoi metterci più libri.

  • Sono una di quelle che vengono definite forti lettrici: leggo almeno un libro alla settimana e spesso anche due. Il mio segreto: leggo solo libri che si aggirano al massimo sulle 250 pagine. Più o meno il tempo di un viaggio in treno. Lo so che mi perdo dei capolavori, ma ne leggo tanti altri e il mondo è pieno di grandi libri di poche pagine. Quelli che hai segnalato tu ne sono una dimostrazione. 😉

    • Wow! Sai che questa “regola” servirebbe anche a me? Ultimamente sono intrappolata in letture impegnative però forse dovrei quanto meno alternarle con letture più brevi per incalzare di nuovo io ritmo perso tanto tempo fa. Grazie mille per lo spunto 🙂

  • Anche io quando scelgo un libro mi immagino quando lo leggerò e se avrò tempo di farlo, in base a questo scelgo la lunghezza e l’argomento! 🙂 Bel post!

  • Trovare la quadra tra libro che voglio leggere e ingombro spesso non è facile! Soprattutto quando capita che il libro che voglio leggere ancora non è disponibile in paperback… Utili i tuoi consigli, anche se li ho letti quasi tutti. Per la prossima occasione mi procurerò “Io viaggio da sola” che ancora non ho letto

  • Ti consiglio l’ultimo libro di Camilla Lackberg, se ti piace il genere. Si intitola “Donne che non perdonano” e l’ho letto durante il volo da Milano ad Atene. Rispetto agli altri suoi libri lascia un po’ a desiderare, ma è comunque una lettura veloce e piacevole.

    • Non lo conoscevo e ho fatto una piccola ricerca su internet. Si tratta sicuramente di un genere che potrebbe piacermi, e anche se non è fra i migliori dell’autrice, hai colto il tipo di libri che cerco in viaggio, grazie mille 🙂

  • Ho letto molti dei titoli che hai suggerito, non in treno ma durante la pausa pranzo quando lavoravo come impiegata 🙂 All’epoca leggevo quasi due libri a settimana, ora se va bene due al mese.

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