Turismo di massa e popolarità: 10 destinazioni ci mostrano il rovescio della medaglia.

Turismo di massa e popolarità: 10 destinazioni ci mostrano il rovescio della medaglia.

Hai mai pensato che tanti posti nel mondo rischiano di scomparire e/o essere permanentemente danneggiati nei prossimi anni a causa del turismo di massa?

L’impatto dell’uomo sul pianeta è purtroppo molto spesso negativo. Scarsa informazione o poco senso del rispetto hanno brutte ed irreversibili conseguenze. Abbiamo sentito parlare molto della situazione nella Grande Barriera Corallina o le isole di plastica che si moltiplicano nell’Oceano Pacifico. Tuttavia, ci sono un sacco di altri posti che purtroppo soffrono dai (cattivi) comportamenti umani.

Viaggiare diventa ogni giorno più facile, economico e veloce. Sempre più persone fanno sempre più viaggi, solitamente non preoccupandosi di nulla tranne il loro divertimento e piacere personale.

Siamo sinceri: ogni luogo, anche il più prezioso, è diventato sempre più accessibile agli idioti.

Quali sono i posti che soffrono di più gli effetti del turismo di massa?

L’elenco che segue mostra l’impatto che il turismo di massa ha su determinate destinazioni. Non si tratta semplicemente di una riflessione a livello ambientale, ma di una prospettiva più ampia.

In questo post troverai:

  • Un elenco assolutamente incompleto di posti che soffrono gli effetti del turismo di massa
  • Alcuni consigli per ridurre il nostro impatto come viaggiatori.
Times Square è fra le vittime del turismo di massa. Foto presa su Pixabay

VIVERE COME IN UN FILM

Alzi la mano chi, guardando un film, ha desiderato di trovarsi in quel luogo in quel preciso istante. Forse si trattava di un film su Maria Antonietta a farti prenotare di colpo quel biglietto per Parigi. O dopo una maratona di Sens8 l’unica cosa che ti aiutava a sentirti ancora parte di quel mondo era pianificare un itinerario con tutti i luoghi apparsi nella serie.

Bene, a questo punto credo di poter immaginare le migliaia, milioni di mani all’insù. Quando un film o una serie TV diventano virali, succede lo stesso ai luoghi in cui vengono girati. Un fenomeno che cresce in maniera preoccupante negli ultimi anni e che mette in pericolo l’equilibrio ambientale e/o della vita degli abitanti del posto.

Qualche esempio?

1. DUBROVNIK, CROAZIA

Questa città sul mare – e in realtà tutto il Paese- è sempre stata una meta piuttosto ambita. Negli ultimi anni, grazie alle crociere sul Mediterraneo, ma soprattutto grazie ai fan del Trono di Spade, le strade di Dubrovnik si sono riempite fino all stremo di turisti provenienti da tutto il mondo.

L’impatto di 2 milioni di persone che in una sola stagione, quella estiva, invadono una località in cui ne abitano 40000: traffico difficile da gestire, bus sovraffollati inaccessibili ai locali, costo della vita in rapida crescita con cui gli abitanti devono scontrarsi.

2. MAYA BAY, KOH PHI PHI, TAILANDIA

Se ti è capitato di sognare di trovarti sul set paradisiaco di The Beach, con Leonardo di Caprio, mi dispiace dirtelo: la realtà potrebbe deluderti. La piccola baia è diventata così famosa che attrae orde di persone ogni giorno.

Data l’impossibilità di un soggiorno notturno, le persone la scelgono per la una fugace visita nelle ore migliori della giornata, a bordo di navi in cui fanno festa e trascorrono la loro vacanza spensierata. A eccezione delle prime ore del mattino, la baia è piena di navi e barche ancorate abitate da persone irrispettose e/o in stato di ebbrezza lasciando immondizia e degrado dappertutto.

Ironico se consideriamo l’esemplare impegno di Di Caprio nei confronti dei problemi ambientali, vero?

3. ISLANDA

Beh, devo confessare: colpevole. Dal primo momento in cui ho guardato I sogni segreti di Walter Mitty mi sono innamorata dell’Islanda. Anche se ho comprato una guida subito dopo, non ci sono ancora andata. Diversamente, un’incredibile quantità di persone l’ha scelta come meta dei propri viaggi negli ultimi 3 anni.

In questa lista, l’Islanda dovrebbe forse occupare il primo posto, anche se non stiamo facendo nessuna classifica. Popolare a causa di film popolari (Star Wars, Star Trek, Batman Begins…). Popolare a causa di serie TV popolari (Il trono di spade , Sens8…). Popolare a cuase della sua stessa popolarità che nutre se stessa di sempre più fama.

Se vogliamo disturbare Di Caprio di nuovo, sembra quasi un giochino alla Inception.

Dubrovnik, altrimenti conosciuta come Approdo del Re nel mondo del Trono di spade. Foto da Pixabay

TRA IL SACRO E IL PROFANO

Quando siamo ospiti, che sia in una casa o in un Paese straniero, dovremmo preoccuparci di stare attenti a non offendere chi ci ospita.

Se vieni in Italia, soprattutto nel Sud, fatti forza e preparati a mangiare qualsiasi cosa il tuo ospite ti metta davanti. Siccome il cibo è molto buono, probabilmente non ti rifiuterai, anche se è tanto. Ma se savvero non te la senti di mandare giù quella 153esima portata, non morirà nessuno. Ok, forse qualcuno farà amichevolmente l’offeso, ma alla fine, nessuna vera conseguenza.

Discorso diverso se non ti informi abbastanza quando visiti un altro Stato, soprattutto uno molto lontano sui suoi usi, costumi, credo e posti sacri. Potresti accidentalmente rovinare qualcosa che a te non sembra nulla di speciale, ma di grande importanza per i locali. Basti pensare alle mucche in India, per fare un esempio.

4. ISOLA DI PASQUA, CILE

Grazie alla sua posizione, questa isola ha subito pochissima ingerenza esterna. Tuttavia, col passare del tempo e l’aumentare di collegamenti (anche se volutamente limitati al Cile e alla Polinesia), il numero di turisti che si recano sulla terra dei Rapa Nui è cresciuto considerevolmente.

Le famoste statue Moai, considerate protettrici dell’isola, sono in realtà molto fragili. Tutti i turisti che vi si sono avvicinati toccandole hanno provocato dei danni irreversibili e per questa ragione due fra i siti archeologici più importanti sonno stati chiusi al pubblico.

Inoltre, per proteggere la propria terra e la propria identità, il governo locale ha preso delle misure per ridurre l’affluenza di stranieri, fra i quali un visto di durata ridotta e un tetto massimo di visitatori al giorno.

5. ULURU, AUSTRALIA

Uluru, il famoso gigante rosso australiano. Molti conoscono il suo colore particolare, pochi forse sanno che è un sito molto sacro alla comunità Aborigena.

Consapevoli di questo o meno, anche lui non è stato esente dagli effetti dei comportamenti irrispettosi dei visitatori. Usato come gabinetto, cesto della spazzatura o tela da imbrattare, rovinando così anche i graffiti originali.

Nonostante un’accesa e controversa discussione, le autorità locali hanno finalmente preso un provvedimento, seppure estremo: dall’ottobre di quest’anno, Uluru sarà inaccessibile a chi vorrà scalarlo.

6. BAGAN, MYANMAR

Nonostante la sua popolarità sia relativamente recente, il Myanmar, soprattutto la Valle dei Templi di Bagan, ha attratto molti turisti. Tuttavia, il futuro della Valle potrebbe non essere roseo. Erosioni naturali, terremoti e negligenza umana hanno, infatti, contribuito alla riduzione del numero di pagode sul territorio (originariamente 4000).

L’attività che va per la maggiore a Bagan è quella di salire sulle pagode e ammirare l’alba o il tramonto, osservando le mongolfiere che volano in cielo. Si tratta di un’attività autorizzata, entro certi limiti, e i templi sono messi in sicurezza. Il problema si pone, come si può facilmente immaginare, quando i visitatori non si accontentano di fare questa esperienza nelle zone segnalate, ma continuano ad arrampicarsi oltre i limiti stabiliti, dove solitamente le costruzioni sono più fragili. Questo ha causato non solo danni molto seri a questi luoghi storici e sacri, ma anche diverse morti.

Uluru. Foto da Pixabay

FAUNA AND FLORA

7. MONTAGNA ARCOBALENO, PERÙ

Conosciuta anche come Vinicunca o Montana de Siete Colores, questa altitudine colorata e unica offre un’esperiena difficile da dimenticare.

Eppure crescono le recensioni negative lasciate da viaggiatori sinceri che mostrano la triste realtà. L’esplosione di popolarità di questo luogo, infatti, ha attirato non solo molti escursionisti, compresi quelli più impreparati e irrispettosi, ma anche guide improvvisate. Questo ha causato, insieme alla precaietà di alcuni sentieri, non solo una maggiore difficoltà nel compiere le escursioni, ma ha anche accelerato il processo di detrioramento del terreno.

“Vorrei una foto per il mio Instagram qui”

“Ma è fuori dai sentieri autorizzati”

“Ma dai, che importa. Lo faccio solo io.”

8. YELLOWSTONE PARK, USA

I visitatori che decidono di uscire fuori dai percorsi autorizzati sono un problema enorme anche per il parco di Yellowstone, che per questo motivo subisce diversi danni. Tuttavia non è l’unico problema.

I visitatori nutrono, in modo totalmente arbitrario, gli animali ospiti della riserva, nonostante i divieti. Ma dai, è una cosa così carina, dov’è il problema? Il fatto è che gli animali metabolizzano questi comportamenti come un’abitudine e si aspettano che qualunque essere umano sia lì per nutrirli, diventando nervosi e aggressivi.

Anche le alghe geotermali e il loro ecosistema è a rischio perché nelle fonti, la gente ci lancia monetine o scarti di cibo, o addirittura vi si immerge rischiando la vita.

La Montagna arcobaleno in Perù. Fonte: Pixabay

OLTRE I LIMITI

Se le località finora menzionate sembrano avere dei problemi specifici legati al crescente numero di visitatori, ce ne sono altre che sono completamente sopraffatte dal turismo di massa.

9. VENEZIA, ITALIA

Venezia. Credo non abbia bisogno di presentazioni, né di spiegare la sua popolarità. Andiamo, dunque dritti al punto.

Tappa immancabile della stragrande maggioranza delle crociere e dei tour privati in yatch lussuosu, la laguna ospita ogni anno migliaia di imbarcazioni, stravolgendo il già fragile ecosistema. Consideriamo anche che i cricieristi “invadono” la città durante il giorno, senza pagare la tassa di soggiorno, che spetta normalmente a chi fa un pernottamento.

Questo vuol dire la mancanza di un piccolo, ma necessario contributo alla comunità locale che si scontra ogni giorno con un’ingestibile quantità di turisti (30 milioni ogni anno, contro 55000 abitanti). Negozi e altri servizi inizialmente destinati alla popolazione, vengono rimpiazzati da negozi si souvenir e locali turistici lasciando a disposizione degli abitanti pochi e cari luoghi in cui rifornirsi o uscire con gli amici.

Per non parlare poi dell’aumento della criminalità e degli atti di vandalismo. Il centro cittadino potrebbe presto finire nella lista delle zone a rischio dell’ UNESCO se non si fa qualcosa. Per questo, anche se se ne potrebbe discutere all’inifinito, concordo con quella parte della Legge di Bilancio 2019 che permette ai governi locali di stabilire una tassa di ingresso in determinate zone cittadine.

Venezia è sempre stata una meta tutt’altro che economica e questo non ha affatto scoraggiato le persone a visitarla. Questo provvedimento sarà veramente in grado di preservare il centro storico?

10. MAURITIUS

Al contrario, Mauritius è già sovrappopolata di suo: con i suoi 626 abitanti per Km2 , l’isola è fra i Paesi con la maggiore densità di popolazione al mondo.

A questi si aggiungono in media 1 milione di turisti ogni anno. Il risultato è una miriade di persone ovunque. Le sole aree meno “frequentate” sono i campi di canna da zucchero e le spiagge riservate ai resort.

Gli animali e la vegetazione sono contaminati e a rischio. Perfino l’ultima zona riglogliosa, il Parco Nazionale della Foresta Nera potrebbe essere presto inghiottito dai diversi bus turistici che lo percorrono ogni giorno.

Comunque abbiamo sempre erroneamente detto “le Mauritius, alle Mauritius”. Ma l’isola è solo una, sapevatelo.

Uno dei tanti e suggestivi canali di Venezia.

Cosa possiamo fare per compensare gli effetti negativi del turismo di massa?

Se alcune fra le situazioni presentate qui sopra ti hanno fatto riflettere o dispiaciuto, ho buone notizie: non sei di certo fra il gruppo di idioti di cui parlavo qualche tante righe fa.

E se ti hanno smosso la coscienza a tal punto che senti il bisogno di voler dare un piccolo contributo, ho buone notizie di nuovo: ci sono poche cose che possiamo fare e sono anche molto semplici 🙂

Ecco alcuni suggerimenti, ne hai altri?

  1. Quando possibile, prova ad evitare di frequentare un posto quando lì è alta stagione o nelle ore in cui c’è più gente.
  2. Se lo fai, potresti usare questo tempo per apprezzare luoghi meno popolari.
  3. Rispetta i limiti, i percorsi e qualsiasi indicazione tu possa trovare in viaggio.
  4. Quando non ne trovi nessuna, affidati al buonsenso.
  5. Quando pianifichi il tuo itinerario, prenditi un po’ di tempo per informarti anche su regole, usi, costumi e situazione ambientale del Paese che stai visitando. Cerca di adattare i tuoi comportamenti in base alle informazioni che ricavi.
  6. Non inseguire a tutti i costi un like sui social o la gloria. Voglio dire, sesso sulle piramidi, ma davvero?

Questo articolo fa parte della mia battaglia personale contro il turismo irresponsabile. Se i miei toni o le mie parole ti hanno offeso, mi dispiace, ma certi comportamenti offendono me (e molti altri, fidati). Se invece questa è anche la tua battaglia e sei alla ricerca di altri suggerimenti, dai un’occhiata qui. In ogni caso, buona giornata 🙂

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28 thoughts on “Turismo di massa e popolarità: 10 destinazioni ci mostrano il rovescio della medaglia.”

  • Non avevo mai pensato a tutto questo. Anche se io, secondo buon senso, applico tutte le regole di cui hai parlato alla fine del post!
    E’ una mia scelta personale…anche perché non mi piacciono i luoghi affollati preferisco le mete poco gettonate.

    • Purtroppo non sempre possiamo fare qualcosa per contrastare certi fenomeni (ex ferie solo ad agosto, ecc) però anche un piccolo contributo può servire. Grazie per il tuo impegno personale 🙂

  • Questo elenco è ben fatto e ben scritto, ma a me mette i brividi purtroppo. Di fronte a una cosa del genere mi sento molto più che dispiaciuta, e anche molto impotente. Ma so che, anche come scrivi tu, si può sempre fare qualcosa! Anche una minuscola buona azione può contribuire, se ci impegniamo in tanti. Anche io ho scritto un post legato al turismo sostenibile, e ho in mente di farlo ancora e ancora: nel nostro piccolo, proviamoci 🙂

    • Si, l’importante è cercare di fare del nostro meglio! Mi fa piacere ogni volta sentire di persone impegnate nella causa, devo dire che sottovalutavo i numeri di questo “esercito” e sono contenta di essermi sbagliata alla grande xD

  • Ma che bel post! Anche io tengo molto all’argomento. Preferisco passare molto tempo in un posto, invece che fare mille viaggi e usare un sacco di aerei solo per visitare le 3 cose più famose di una città o uno stato. Tra quelli che nomini tu, fino adesso sono sono stata solo a Venezeia 🙂

  • Ebbene si, il turismo può fare questo ed altro. A me, aveva fatto impressione la storia della spiaggia dove avevano girato The Beach e che, a causa del troppo turismo, ad un certo punto l’avevano chiusa al pubblico perché non poteva più sostenere l’arrivo di tutte quelle persone! 🙁

  • Ci dispiace leggere dell’Islanda tra i paesi con troppo turismo. Quello che ci aveva fatto innamorare di questa terra era la magica e bellissima solitudine, dove potevi veramente sentirti piccolo e solo davanti all’immensità della natura.
    Un saluto dai Lemuri

    • Si, dispiace molto anche a me, ma purtroppo sta diventando sempre più popolare anche e soprattutto grazie a IG (oltre che i vari film e serie tv) spesso attirando anche chi non è molto rispettoso nei suoi confronti. Un saluto a voi!

  • Un pensiero con cui concordo assolutamente. Sono appena stata a Phi Phi Island e finalmente Maya Bay è stata chiusa ai turisti fino a data da destinarsi. L’abbiamo vista solo dalla barca e siamo stati contenti così. La guida ci ha detto che si vedono già i primi segni di ripresa di questa zona tanto martoriata.

  • Da laureata in Scienze del Turismo e appassionata viaggiatrice ho apprezzato molto questo post . Ognuno è responsabile di questo pianeta (per intero) e dobbiamo cercare di lasciarlo meglio di come l’abbiamo trovato. È essenziale per il futuro della Terra.

  • Anche la Finlandia? Non lo avrei mai detto!! Io che sono Salentina e inserisco subito il Salento in questo elenco, so che la “colpa” è anche degli enti del turismo, delle soprintendenze e delle amministrazioni locali: Se una zona ha più lidi privati che spiagge è perchè sono state svendute e autorizzate troppe concessioni. Se ci sono troppi resort è perchè è stata fatta una cementificaione selvaggia. in questo il turista c’entra poco.

    • No, la Finlandia non l’ho nominata 😅 comunque si, assolutamente non tutto è da imputare direttamente al turista. Infatti nell’articolo parlo di effetti del fenomeno “turismo di massa” in senso lato, ovvero sia per conseguenze derivanti dai comportamenti sbagliati dei visitatori (non rispettare indicazioni, ecc) che quelle derivanti da altre responsabilità come l’aumento del costo della vita o il rimpiazzo di business locali in favore di business turistici 😊 naturalmente nella sezione consigli mi rivoglio solo ai viaggiatori perché sono in grado di dare questo solo tipo di suggerimento.

  • Non pensavo che Mauritius fosse a rischio turismo di massa, però deve essere splendida. io aggiungerei alla lista anche le Cinque Terre che sono veramente invivibili nei mesi estivi (da maggio a ottobre) e i visitatori non so come possano apprezzarle così affollate. I piccoli borghi non possono sostenere la presenza di tanta gente e al contempo chi viene non può respirare l’atmosfera che si vive in altri periodi dell’anno.

  • Posso aggiungere alla tua lista anche Halong Bay in Vietnam? L’inquinamento e l’eccessivo sfruttamento che l’uomo sta compiendo su questo luogo sta trasformando una delle Sette Meraviglie del mondo naturale in una vera discarica a cielo aperto. Comunque volevo ringraziarti, perchè i tuoi articoli eco friendly fanno davvero riflettere, noi, in qualità di viaggiatori ed esseri umani, abbiamo un enorme dovere nei confronti del nostro pianeta!

    • Cerco di fare qualcosa nel mio piccolo sperando di poter cambiare un po’ le cose. Halong Bay è assolutamente da includere, come tanti altri posti che non ho menzionato solo per una questione di lunghezza dell’articolo (già lungo di suo). Grazie a te per la tua sensibilità 🙂

  • Articolo a dir poco stupendo!! Brava brava brava!! A volte basta così poco… ma non ci facciamo caso. Dobbiamo essere tutti un po’ più consapevoli e avere un occhio di riguardo per il nostro preziosissimo pianeta! Brava!

  • Molto interessante questo post. Anche la mia città, Bergamo, da qualche anno ha deciso di aprirsi al turismo e questo ha portato benessere, ma anche dei problemi a chi vive la città, in particolare in Città Alta e nei borghi. Sto parlando dello spopolamento del Centro Storico medievale, oggi pieno di B&B, o della chiusura dei negozi di prossimità sostituiti da ristoranti tipici e turistici… Pare che quello che manchi veramente sia un programmazione corretta. Ma qui si aprono discorsi diversi.

    • Di Bergamo non avevo idea! Però sembra una storia che si ripete esattamente secondo le stesse dinamiche un po’ ovunque. Spero si trovi presto una soluzione 🙂

  • Turismo sì o turismo no. È un problema che affligge molti luoghi. Alcuni paesi devono il loro benessere proprio al turismo ma questo può fare anche tanti danni. Io non amo i luoghi affollati quindi quando posso cerco sempre di visitare i luoghi nei giorni meno affollati ma questo non è sempre possibile.

    • Si, purtroppo non sempre riusciamo a mantenere le nostre buone intenzioni. Poi voglio dire, avremmo diritto anche noi a visitare un posto in alta stagione ogni tanto 🙂 L’importante è sempre viaggiare consapevolmente e responsabilmente 😉

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