#SCALOA – Copenaghen. Cosa vedere in un giorno?

#SCALOA – Copenaghen. Cosa vedere in un giorno?

Visitare una capitale europea (o qualsiasi altra città di medio-grandi dimensioni) in una giornata.

È possibile? Sì. Ne vale la pena? Ni.

Nel senso che dipende. Se state pianificando un viaggio on the road e decidete di fare un tour de force mettendo insieme più tappe possibili nel minor tempo possibile diciamo che un giorno ad Amsterdam, macchinina, un giorno a Bruxelles, macchinina, un giorno a Parigi non è proprio l’ideale quando avete a disposizione solo una settimana. Meglio una, massimo due tappe, ma fatte bene. Altrimenti sono solo segni di spunta su una lista.

Capita però, a volte, di essere costretti a determinate tempistiche, e allora meglio poco che niente. O di avere necessità di un breve stacco dalla propria quotidianità, ma si ha solo un giorno a disposizione. E se abiti vicino un aeroporto, perché non scegliere di partire la mattina e rientrare la sera, vedendo qualcosina di Londra, piuttosto che restare l’ennesima domenica a Milano?

Capita ancora più spesso, invece, di ritrovarsi in una città a causa di uno scalo aereo. Talvolta scali lunghi anche 24 ore, che ti forniscono la preziosa occasione di conoscere un luogo diverso da quello dove sei diretto. In tutti questi casi, serve ottimizzare al massimo il tempo a disposizione, e questa nuova rubrica #scaloa  nasce proprio con l’idea di fornirvi spunti e consigli per itinerari di un giorno.

Cosa troverai in questo articolo?

  • I miei consigli per >visitare Copenaghen quando hai 24h< a disposizione;
  • Foto scattate in una giornata uggiosa con un cellulare dalle modeste qualità;
  • Un po’ di me perché si sa, mi piace chiacchierare.

#SCALOA COPENAGHEN

Succede che vivevo a Vilnius e stavo comprando i biglietti per tornare in Italia per un matrimonio. Quello che fanno le persone normali in questi casi è cercare il mezzo più veloce e conveniente per spostarsi da un posto all’altro. Nella fattispecie:

Quello che invece fanno le persone con evidenti problemi (cioè io): Aprire i siti degli aeroporti di Vilnius e Kaunas. Fare una lista dei collegamenti. Confrontarla con quella degli aeroporti italiani più vicini. Trovare la combinazione perfetta. Nella fattispecie:

Perché? Volevo sfruttare il tempo che avevo per scoprire un pezzettino di mondo in più, magari proprio uno di quei pezzettini non propriamente economici, ai quali, al momento non posso dedicare un viaggio come si deve. Il volo con scalo mi sarebbe costato quanto il diretto quindi non ci ho pensato due volte.

ITINERARIO: COPENAGHEN IN UN GIORNO

Copenaghen è piccolina se paragonata ad altre grandi capitali europee come Roma o Madrid, per questo visitarla in pochi giorni non è un’impresa titanica e, se si progetta un viaggio più lungo, si può approfittare sicuramente del tempo restante per visitarne i dintorni o fare un salto in Svezia, per la quale ci sono collegamenti frequenti.

Distanze percorribili a piedi o in bicicletta, o con gli efficientissimi mezzi pubblici mi hanno permesso di visitare i posti più caratteristici di questa pulitissima città e affascinarmi a tal punto, che non vedo l’ora di tornarci di nuovo.

Ma arriviamo al punto. Cosa, a Copenaghen, merita una visita quando hai poco tempo a disposizione?

Nyhavn, fulcro del turismo di Copenaghen

Saliti sulla metro all’aeroporto di Copenaghen, raggiungerete facilmente il centro città dove si trova uno dei simboli della città: Nyhavn, ovvero il porto nuovo.

Nonostante il significato del proprio nome, questo caratteristico porto rappresenta ormai un luogo storico in cui il traffico marittimo si limita all’andirivieni dei diversi battelli turistici che permettono una visità della città. Abbandonato da decenni, infatti, negli ultimi anni ha giovato di una riqualificazione urbana che, insieme al sorgere di locali di vario genere, lo ha reso uno dei maggiori punti di attrazione della capitale danese.

Ottimo come punto di partenza, di ristoro e per foto da cartolina 🙂

Prima parte della giornata: fra porti, sirene e palazzi reali

The Gefion Fountain

Per giungere ad un altro dei più famosi simboli di Copenaghen, ovvero la Sirenetta, basta una passeggiata di circa mezz’ora che potrete piacevolmente diluire visitando gli affascinanti monumenti ed edifici che si trovano sul tragitto. 

A nord del porto incontrerete fin da subito Amalienborg, ovvero la residenza della famiglia reale danese, costituita da quattro edifici uguali che convergono su una piazza ottagonale al centro della quale si trova la statua di Re Federico V, e Amaliehaven, un piccolo giardino adiacente la residenza reale, dal quale potete cominciare a costeggiare la promenade che conduce sul molo.

Questa zona della città prende il nome di Langelinie ed è la casa di diverse attrazioni turistiche come la Fontana di Gefion, la più grande di Copenaghen, che ricorda la leggenda di Zelanda, ovvero l’isola su cui sorge la città; i Padiglioni Reali, utilizzati dalla corona per salpare sullo Yacht Reale; e lei:

La Statua della Sirenetta

Conoscete tutti la fiaba della Sirenetta di Hans Christian Andersen? Il carattere malinconico di questo personaggio delle favole si riflette perfettamente in questa statua che negli anni ha purtroppo subito diversi atti vandalici. Molti restano delusi dalle sue dimensioni contenute, altri dal luogo che ne fa da cornice. Non so a voi, ma a me quello sguardo triste rivolto verso il porto, segno di un’attesa lunga ma costante, mi ha fatto apprezzare ancora di più quest’opera, perché capace di arrivare dritta al cuore.

Langelinie non è solo un luogo turistico, ma un importante punto di snodo per navi di enormi dimensioni, oltre che un accogliente punto di ritrovo per gli abitanti della città che trascorrono il tempo libero nella zona verde Langelinie Park (ottimo per uno spuntino in mezzo alla natura) o fra i diversi outlet della zona.

Nel ritornare verso il centro città, tappa obbligata è Kastellet una fortezza a forma di pentagono (o di stella per i più romantici), fra le meglio conservate del Nord Europa. Un vero e proprio isolotto all’interno del quale potrete trovare oltre a delle tipiche casette rosse, anche una chiesa e un mulino a vento.

Lungo la strada che vi riporta a Nyhavn, se amate gli edifici religiosi, potete trovare la Sankt Ansgars Kirke e la Frederik’s Church che per questioni di tempo non ho visitato all’interno, ma che vale la pena ammirare anche solo dall’esterno.

Seconda parte della giornata: un salto negli anni’70 e quattro passi nei giardini rinascimentali
Le regole per entrare a Christiania

Nuovamente a Nyhavn, torno a prendere la metro, direzione Città Libera di Christiania (nello specifico da Kongens Nytorv basta prendere la linea M1 direzione Vestamager o M2 direzione Lufthavnen – Aeroporto e scendere a Christianshavn, ovvero la fermata successiva).

Sarebbe stato impensabile per me trovarmi a Copenaghen e non concedermi una tappa a Christiania. Un luogo così unico in cui tempo e spazio assumono una dimensione propria e quasi irreale. 

Camminare fra le strade di Christiania è una sensazione difficile da spiegare: sembra di vivere in un’epoca raccontata ma mai vissuta, di ritrovarsi allo stesso tempo nel proprio mondo e in un mondo diverso (e no, non per quello che starete pensando adesso, soprattutto dopo aver visto la fotografia qui sopra). 

C’è così tanto da dire che molto probabilmente le dedicherò un post intero prossimamente.

Ora riprendiamo la metro in direzione opposta e scendiamo a Nørreport per trascorrere l’ultima parte del pomeriggio a scoprire un’altra zona del centro.

Il castello rinascimentale di Rosenborg

A pochi passi dalla metro si trova Kogens Have, ovvero il Giardino del Re: un grandissimo parco, il più antico e visitato di tutta Copenaghen.

Al suo interno si trovano diversi edifici come la Caserma di Rosenborg, che ospita le guardie reali, la Casa del Comandante, oggi luogo di esposizioni artistiche e uno dei cafè più suggestivi del Paese, ovvero l’Hercules Pavillion, che ospita anche eventi culturali.

E naturalmente, il Castello di Rosenborg, un tempo residenza reale e oggi un vero e proprio museo dove ammirare le collezioni reali fra cui il trono, i gioielli della corona, il tappeto persiano usato per le incoronazioni e tutto il patrimonio artistico dei re danesi dal XVII al XIX secolo. Il castello è circondato dai giardini rinascimentali, aperti in estate e luogo della spettacolare fioritura dei crochi, dalle sfumature violacee e lilla.

Terza parte della giornata: perdersi fra le vie del centro
Scorcio di un café di Copenaghen

OttimizzazioneIl raggiungimento di una posizione di ottimo, ossia del massimo risultato possibile con i termini dati o in relazione a un determinato fine.

Dizionario Treccani

Ottimizzare la visita di una città quando hai pochissimo tempo a disposizione per esplorarla, significa informarsi e pianificare tutte le tappe in anticipo. In mattinata posso andare in questa zona a vedere questo, quello e quell’altro, nel pomeriggio in quest’altra zona dove c’è questo, quello e quell’altro, la sera posso bere qualcosina qui.

Non c’è tempo da perdere.

Che poi un itinerario sommario, è alla base anche di viaggi più lunghi, anche quando magari lo si fa in loco il primo giorno non appena giunti in albergo dopo un interminabile volo.

C’è però una cosa che mi piace concedermi ovunque vada: camminare a casaccio per le strade. Senza una meta precisa e senza guardare la cartina, se non quando decido di smettere di vagabondare.

Scoprire un cafè accogliente, entrare in un supermercato la cui insegna irrompe all’improvviso nel tuo campo visivo, fermarsi ad ammirare quel murale che nessuna guida turistica ti avrebbe mai segnalato.

Perdersi nello spazio potrebbe voler dire anche perdersi nel tempo, andare fuori programma per chissà quanto tempo: un lusso quando sei in un posto per un giorno solo.

Ma è una cosa a cui non potrei mai rinunciare.

E non rinuciateci nemmeno voi, mi raccomando.

Copenaghen è una città per ciclisti
Quarta parte della giornata: tra birra e scuse per tornare

La mia giornata si conclude nel mio ostello a Nyahvn, dove (ammetto, un po’ esausta) ceno e bevo una Carlsberg per poi ritirarmi nel mio letto e riprendere quel libro che fatico a terminare.

Arrivati a questo punto della lettura vi starete domandando “Maaaa i Giardini di Tivoli??” 

Lo so.

Come tappa finale dell’itinerario avrei dovuto dirvi di passare la serata in questo posto magico e pieno di luci.

Però scusate, andare in un parco divertimenti da sola sarebbe stato troppo triste.

Quindi, pur non avendolo provato vi consiglio di andarci.

E lo consiglio anche a me, nel mio prossimo viaggio in Danimarca, perché prima o poi ci tornerò.

P.s: In questo articolo avrei voluto inserire anche tutte le informazioni utili per organizzare un viaggio a Copenaghen, indipendentemente dalla durata. Il post però è già piuttosto lungo così, ma vi prometto che a breve ne arriverà un altro 😉

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