Io viaggio da sola

Io viaggio da sola
di Maria Perosino

Io viaggio da sola.

Questa è una delle cose che mi riguardano che mi ritrovo a dover necessariamente spiegare alla gente (insieme a cosa ho studiato, ma questa è  un’altra storia). Il viaggio in solitaria è spesso difficile da comprendere a pieno. Che poi essere donne, comporti dei rischi in più, non fa che aumentare le divergenze fra me e chi continua a chiedermi (e forse anche a chiedersi) “Perché?”.

Io viaggio da sola.

E il mio interlocutore pensa a seconda dei casi, che sono matta/imprudente/triste/sola/asociale. E vallo a spiegare che sono fin troppo cauta, che forse corro più pericolo a scivolare sulle scale di casa mia. E che la solitudine ai tempi dei gruppi whatsapp è un bene raro e prezioso tipo Sacro Graal. E che non schifo le persone, ma parlo sempre con chiunque (o forse parlo sempre e basta, ma anche questa è un altra storia). E che significa semplicemente che se io voglio andare da qualche parte, ma in quel momeno nessuno può o vuole accompagnarmi, non resto a casa.

Ma soprattutto, vallo a spiegare che io sono felice.

Io viaggio da sola. E anche Maria Perosino

Ho acquistato questo libro perché avevo bisogno di associarmi a qualcuno che la pensasse come me. L’ho scoperto per caso, come per caso ho scoperto che l’autrice ha lasciato questo mondo per intraprendere nuovi viaggi, nel 2014. E che ha scritto qualcos’altro, Le scelte che non hai fatto, che ha occupato silenziosamente un posto nella mia lista dei libri da leggere.

Ma arriviamo a Io viaggio da sola. Un libro sul viaggio al femminile che

 

“è scritto per le donne, ma non è vietato agli uomini.”

 

È una lettura piacevolmente scorrevole. Un libro che si può tranquillamente divorare in un paio di giorni al massimo, o durante un viaggio in treno piuttosto lungo. Oppure che puoi cominciare a gennaio e riprendere a maggio perché la tesi, la laurea, Parigi… e continuare a leggerlo come se non te ne fossi mai staccata. Mi rivedo in Maria per molte cose come il non essersi fatta conquistare dalle agende elettroniche o da app sul telefono, ma preferire ancora la vecchia e cara carta. Sono diversa da lei, invece, per molte altre, come il fatto che Maria era una storica dell’arte, di professione, e io invece non ne capisco una maz quasi nulla.

 

“Nei quartieri intorno a una stazione ci si passa, per necessità, e mentre si è lì si è già via e non si è ancora altrove.”

 

La mia parte preferita è quella dedicata ai treni. Non soltanto perché amo il rumore dei vagoni sulle rotaie e sono affascinata dalle stazioni più che dagli aeroporti, ma perché è qui che ho trovato le mie riflessioni preferite. E perché è a pagina 91 che io e Maria siamo entrate in connessione.

 

Leggendo e rileggendo quel piccolo passo, mi sono sentita sempre più in contatto con la donna che ha scritto quelle parole, anche se lei adesso non c’è più. Anche se in questa vita non ci incontreremo mai.

 

“Non solo: è guardando dal finestrino che mi è parso di capire cosa significa provare nostalgia per qualcosa che non si è vissuto. Perché per me ogni stazione è (anche) un’ipotesi”

 

E anche tu, cara Maria, sei una piacevole ipotesi. Chissà che belle chiacchierate avrei potuto fare con te.

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8 thoughts on “Io viaggio da sola”

  • Viaggio volentieri in compagnia…ma solo dopo una accurata selezione. Fino a qualche anno fa avevo invece paura di viaggiare da sola, ma non per una questione legata alla sensazione di pericolo, ma piuttosto per la solitudine in se che porta un po’di tristezza per non poter condividere con qualcuno un’ esperienza. Poi è successo che per lavoro sia stata costretta a farlo e….. rivelazione….ho capito che invece era un modo di viaggiare che significava anche avere più tempo per riflettere, per vedere un quadro, per bere una tazza di tè o chiacchierare con il gestore di un ristorante…e mi si è aperto un mondo di libertà 😊

    • Proprio come te, non ho temuto eventuali “pericoli” da donna sola in giro per il mondo, ma proprio il soffrire la solitudine. L’unica differenza è che le necessità che mi hanno portato a fare il “grande salto” non sono state di tipo lavorativo, ma pratico: non riuscivo mai a combinare mete o tempi con i miei amici. L’alternativa sarebbe stata non partire affatto, ed eccomi qua: all’attivo più viaggi in solitaria che in compagnia 🙂

  • Ciao, anche io viaggio da sola e non ho mai pensato di fare altrimenti. Ancora prima di cominciare a viaggiare ho sempre pensato l’avrei fatto in solitudine, per tanti motivi. Onestamente, non mi è capitato spesso di ricevere opinioni negative o domande fastidiose. L’unica cosa che mi hanno sempre detto è che sono coraggiosa, e ogni volta io ho risposto che in realtà, paradossalmente, sono piena di paure quando sono stabile in un luogo, ma quando viaggio svaniscono e mi sento connessa con la vita e col senso di essere “qui”.
    Grazie mille per il suggerimento del libro, davvero interessante. 🙂

    • Beh sapere che la gente ha riscontri diversi dai miei mi fa piacere, è ovviamente positivo😊 il libro per me ha rappresentato la ricerca di qualcuno che mi capisse, ma grazie a questo blog sto trovando altre persone come me con cui confrontarmi.

  • Ciao, anche io sono una viaggiatrice solitaria! Inutile che mi metta a scrivere quanto mi piaccia farlo e i lati positivi di questo tipo di viaggio, perché te li conosci meglio di me! Devo ammettere che io non ho incontrato persone che mi han presa per matta, più che altro mi han fatto domande sul come faccio a farlo. Una sorta di ammirazione mista a voglia di emulare. Credo davvero che, anche in Italia, stiamo aprendo gli orizzonti verso un modo di viaggiare che negli altri paesi è cultura e normalità sin dalle giovani età! E come dico sempre io: in un viaggio in solitaria la solitudine è una scelta! Altrimenti sei molto più in compagnia di quando viaggi in gruppo.
    Il libro non lo conoscevo e lo leggerò volentieri, magari proprio in questo mio prossimo viaggio da sola che avverrà a Gennaio 🙂

    • Hai perfettamente ragione: in un viaggio in solitaria, la solitudine è una scelta! Io purtroppo non ho sempre avuto riscontri positivi quando ne parlo, a volte mi è bastato capirlo anche solo da un sguardo, ma non mi aspetto che tutti lo comprendano 🙂 Il libro è stra consigliato, soprattutto in viaggio perché anche se se ne interrompe la lettura, non si rischia di perdere il filo.

  • Io ammiro molto chi viaggia da solo/a, mi dico sempre che un’esperienza del genere dovrei farla e poi non la faccio mai. Riconosco che ti arricchisce e ti fa percepire sensazioni diverse da quelle che percepisci in compagnia, che ti da piu’ tempo per pensare ed assaporare cio’ che hai intorno. Mi affascina, vorrei farlo, ma c’e’ sempre qualcosa che mi blocca.

    • Capisco benissimo 😊 però non posso che consigliare a chiunque di fare almeno una volta un’esperienza del genere. Potresti cominciare con un semplice weekend per vedere se fa per te, anche in Italia se non te la senti di andare all’estero. Comunque se hai bisogno di qualsiasi consiglio scrivimi pure 😊

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